
Apollo 13

Il video inizia con il cantante davanti a un bancomat che vuole ritirare soldi.
Da qui parte l’originale idea del filmato.
Dentro al bancomat ci sono omini che lavorano: spingono il denaro fuori, scendono con un ascensore nelle profondità (e qui ricordano i minatori), fabbricano e spediscono il denaro, controllano il codice che uno digita, dipingono la regina sulla banconota, abbattono alberi e fabbricano carta.
Da notare il parallelo tra il cantante prelevatore e il cantante operaio.
Verso la fine l’operaio cantante non ne può più e inizia la rivolta. Rovescia i tavoli, dà fuoco ai soldi, incendia anche un settore, dando origine a un domino: il fuoco si allarga distruggendo tutto il bancomat, cioè il loro mondo.
Ritorniamo all’inizio: il cantante vuole prelevare contanti ma l’aggeggio gli da’ il messaggio “macchina non in servizio”.
Bello pensare che dietro a ogni attrezzo elettronico ci sia un altro mondo e che il loro lavoro consista nel far funzionare quell’attrezzo.
Questo mi fa venire in mente la frase di A. Clarke:
Quindi, chissà mentre sto scrivendo al pc quale mondo c’è dietro.
LaB

Questa canzone è tratta dal 4° album della cantante Missy Elliott ed è dell’anno 2003.
L’atmosfera è piuttosto dark.
Il video inizia con il rapper collaboratore Mosley che risponde al telefono.
Poi mentre questo sta facendo il dj, sul vinile compaiono mosche.
Un riferimento al Signore del male, il Diavolo. Abbinato sempre alla figura, oltre le mosche, di cane nero, lupo, serpente, pipistrello o capra.
Poi ci ritroviamo in un parco giochi abbandonato, al buio e desertico. Pare quasi saltato fuori da qualche racconto di Stephen King e non mi stupirei se da un momento all’altro venisse fuori il clown di “It”.
La cantante arriva strisciando a terra. Richiama la figura del serpente.
Poi anche lei è alla consolle e viene in parte ricoperta dalle mosche.
Lei con quattro ballerini nel parco inizia il suo ballo.
L’atmosfera inquietante è palpabile.
Poi è da sola a ballare in una stanza: il pavimento è a scacchiera, bianco e nero. Chiara associazione con il concetto di bene e male, ying e yang.
Passiamo nuovamente nel parco e successivamente ci ritroviamo in un salone da parrucchiera, luogo che non si associa bene con il resto del video.
Dopo la cantante è a cena con uno. Questo la guarda attraverso un bicchiere e così facendo la vede più magra e più bella. A questo mi viene da associare la relatività e il bicchiere mezzo pieno.
La prima, ognuno ci vede in un suo modo ed è relativo la bellezza. Il secondo se noi osserviamo in positivo o negativo le cose.
Su un cofano d’auto compaiono Aaliyah e Lisa Lopes che all’epoca erano appena morte.
Nel parco la cantante balla con 5 ragazzine.
Questo mi richiama il romanzo “Il signore delle mosche”, del 1952, dove ragazzini (6 per la precisione di cui 2 gemelli) sono dispersi su un’isola deserta e prevale la legge del più forte. Ciò è ancora sottolineato da una scena: la cantante ,verso l’inizio, alla consolle ha come sfondo una parete di celle d’api.
La citazione viene dall’autore Golding (del romanzo suddetto) : “L’uomo produce il male come le api producono il miele”. Nel romanzo prevalgono istinti animaleschi sull’intelligenza.
Anche qui li troviamo: nel ritornello ci sono riferimenti sessuali.
Tutto nel parco sembra andato in rovina: le altalene, i cavalli a dondolo (che sono più rana e coccodrillo a dondolo), attrezzo per arrampicarsi, alberi spogli e rinsecchiti e terreno desertico.
Sembra che l’uomo più che progredire, regredisce.
Incomincia con l’inquadratura di un orologio d’oro femminile e poi delle scarpe rosse con un vertiginoso tacco a spillo.
Scarpe che a me ricordano quelle di Dorothy ne “Il mago di Oz”.
Rosso poi è la tinta della passione e attrae di più. Rosso è anche il colore delle labbra, ricordando così che è una canzone d’amore.
Lei entra in una stanza con un uomo. Ci sono giochi di ombre.
Poi le sagome dei due sono su un balcone e piovono coriandoli neri. Questo si alterna con le loro ombre in una stanza: qui lui è seduto e lei in piedi, forse a simboleggiare una rivincita delle donne?
Poi sagome maschili che sono bianche, a dispetto di chi le immaginava nere.
Inizia il balletto del ritornello. Esso si alterna tra paesaggi: un balcone, un palco, degli alberi spogli e un cielo tetro e pare quasi un cimitero. In alcuni tratti ha qualcosa di romantico, in altri di gothic horror.
Nel balletto tiene delle calze a righe che arrivano fino alla coscia.
Mi rammenta la ragazza sbarazzina Pippi Calzelunghe. Però qui non c’è niente di allegro.
Molto bella la cantante in versione ballerina classica.
Cambio immagine e lei è sul balcone con un vestito rosso svolazzante, con tanto di gonna alzata. Il rosso viene richiamato. Questa scena sembra voler ricordare quella famosa di Marilyn Monroe nel film “Quando la moglie è in vacanza”: il vento arriva dal sotto di una grata e le solleva la gonna, lasciando vedere le gambe.
Le ombre dei ballerini saltanti vengono messe su uno sfondo di forme bianche e nere che paiono quasi illusioni ottiche: vedi immagini dentro altre immagini.
A un certo punto nel balletto, sullo sfondo dal centro verso i lati partono rami che si allungano, creando un’altra forma di illusione e di psichedelia in bianco e nero.
Lei col vestito rosso e dietro le nuvole corrono rapide. Per simboleggiare il tempo che scorre e per indicare che il trascorrere di esso è soggettivo.
In un altro punto avviene il contrario, i rami e alberi vengono come inghiottiti al centro (vedi foto in alto).
Alla fine compare lei, tutta vestita di bianco, in abito svolazzante. Ha punte o mezze punte da balletto ed è in una sorta di passé. Ha le braccia aperte e in posa come fosse arresa. Simboleggia per l’appunto l’allodola del ritornello.
“Allodola allodola allodola dispiega le ali”.
LaB

"If we ever meet again" di Timbaland - con la presenza di indubbio richiamo di Kate Perry - è una recente canzone basata su un video narrativo. Il testo è sostanzialmente una canzone d'amore piuttosto tipica; più interessante è invece la visualizzazione nel video, che rappresenta la realizzazione di un furto d'arte. Anche qui, situazione non assolutamente nuova (meno banale della storia d'amore, comunque), ma sviluppata in modo piuttosto interessante.