mercoledì 8 giugno 2011
AVVISO!!!
L'indirizzo è :
http://lab-wonderfullmind.blogspot.com/
FORSE, ogni tanto aggiornerò questo blog, ma per rimanere più aggiornati visitate l'altro.
giovedì 2 giugno 2011
PHINX, "Italian job" (2011)
"Lavoro italiano", che oggigiorno manca.
I Phinx sono una band emergente di Bassano del Grappa.
Ne sono venuta a conoscenza tramite MTV new generation.
Il video è tutto in bianco e nero.
E' sempre diviso in 4 sezioni, una per ogni membro del gruppo.
Sono tutti e 4 davanti a un muro (segno forse di una strada che non c'è e di un destino che non puoi cambiare?).
Nelle prime strofe compaiono solo 2, il tastierista e la voce. Poi arriva il batterista e infine il chitarrista.
A un certo punto su un tamburo si inquadra la scritta "build the nation", costruisci la nazione.
Mi è piaciuto a circa un minuto e mezzo, i 4 senza strumenti. Battono le mani e i vestiti addosso si cambiano da soli. Forse che in un futuro anche noi ci cambieremo d'abito senza sforzo, solo con uno schiocco di mani?
Poi a un certo punto ci sono solo 2 membri in 2 sezioni: nelle restanti 2 sezioni dello schermo c'è il muro.
Alla fine tutti se ne vanno. Rimane solo più il muro e la tastiera.
Forse che la musica può salvarci e salvare qualcosa della nazione?
Il genere musicale mi sembra innovativo e il ritmo è coinvolgente.
Verso l'inizio c'è una frase che mi piace molto:
"Poi io vado e vedo la realtà. Credi nelle stelle luminose. Tutte queste luci sono avatars. Non ho denaro meraviglioso. Dov'è la mia nazione? La costruirò ora."
lunedì 16 maggio 2011
CAPONORD, "Non sono matto" (2011)
Sono nati tra Crema e Bergamo e sono composti da 4 elementi.
Il video inizia con il cantante addormentato sulla panchina che si sveglia. E' vestito con un costume di cane. E per tutto il video se lo terrà.
E qui, secondo me, l'idea originale del video.
Il cantante-cane che va in giro, si alterna con i 4 della band che suonano all'incrocio di una strada.
A un certo punto il cantante-cane viene inseguita da tre ragazze, un po' particolari.
Vestite di pelle e scialli di pelliccia. Trucco a forme geometriche sugli occhi. Bracciali di cuoio. Una ha un anello di metallo di un teschio. Tutte hanno la particolarità di girare con arco e frecce. Sembrano vere e proprie amazzoni.
Il testo parla di uno che deve prendere alcune pillole. Ribadisce di non essere matto e di mordere e gridare un po' e di stare bene.
Poi il testo prosegue e dice "non l'ho toccata e non le ho fatto niente". Quindi parlerebbe di un'aggressione?
Comunque sia, chi più chi meno, siamo tutti un po' matti.
Come diceva lo scrittore francese DE SADE "Tutti gli uomini sono pazzi e chi non vuole vedere dei pazzi deve restare in camera sua e rompere lo specchio."
..."Non sono matto credetemi..." CAPONORD.
sabato 16 aprile 2011

L’ultimo video di Caparezza, “Goodbye Malinconia” (2011) esprime bene il senso apocalittico che ha caratterizzato l’avvio di quest’anno prima del 2012, anche per quanto riguarda il declino pare ormai irreversibile della nostra nazione. Malinconia infatti, con l’accento sulla O, è nel videoclip la triste nazione che va spopolandosi (“da qui se ne vanno tutti”, recita l’ossessivo ritornello), chiara metafora del degrado italiano, cui allude anche in modo più scanzonato l’altro nome del rap di noialtri, Fabri Fibra (nel 2033 “saremo tutti emigrati a Saint Tropez / tranne te…”).
Una citazione, quella di Fibra, che rimanda a uno dei grandi classici del boom economico, il “Saint Tropez” (1962) di Peppino di Capri, già ripresa nel 1981 da Ivan Cattaneo in un album dal titolo futuristico come “2060 Italian Graffiati” (1981) in cui si iniziava a intravvedere il triste futuro che incombeva sul duecentenario dell’Unità. E anche il video di Caparezza ha l’aspetto di una stranita fantascienza, genere che all’autore piace praticare: il cantante si aggira per una città deserta, appena abbandonata dai suoi abitanti, vagando sperduto come in classici scientifiction quali "Last Man On Earth" o "I am Legend", dove lo spaesato uomo comune si ritrova in una metropoli inspiegabilmente desertificata e si deve ingegnare a risolvere l’arcano.
“Come ti sei ridotta in questo Stato?” chiede il cantante pugliese all’immaginaria Malinconia, con un suo tipico gioco di parole. Ma la città è vuota, e nessuno gli risponde.
Apollo 13
giovedì 17 febbraio 2011
Lady Gaga, "Pokerface" (2009)

Apollo 13
lunedì 31 gennaio 2011
HARD-FI "Cash machine" (2005)
Il video inizia con il cantante davanti a un bancomat che vuole ritirare soldi.
Da qui parte l’originale idea del filmato.
Dentro al bancomat ci sono omini che lavorano: spingono il denaro fuori, scendono con un ascensore nelle profondità (e qui ricordano i minatori), fabbricano e spediscono il denaro, controllano il codice che uno digita, dipingono la regina sulla banconota, abbattono alberi e fabbricano carta.
Da notare il parallelo tra il cantante prelevatore e il cantante operaio.
Verso la fine l’operaio cantante non ne può più e inizia la rivolta. Rovescia i tavoli, dà fuoco ai soldi, incendia anche un settore, dando origine a un domino: il fuoco si allarga distruggendo tutto il bancomat, cioè il loro mondo.
Ritorniamo all’inizio: il cantante vuole prelevare contanti ma l’aggeggio gli da’ il messaggio “macchina non in servizio”.
Bello pensare che dietro a ogni attrezzo elettronico ci sia un altro mondo e che il loro lavoro consista nel far funzionare quell’attrezzo.
Questo mi fa venire in mente la frase di A. Clarke:
Quindi, chissà mentre sto scrivendo al pc quale mondo c’è dietro.
LaB
sabato 15 gennaio 2011
Jovanotti, "Tanto tanto tanto" (2005)

"Tanto tanto tanto" o Tanto al cubo, come viene talvolta trascritta la canzone, è stato premiato nel 2005 come miglior video italiano. In effetti questo video rap minimalistico del Lorenzo nazionale, rispecchia bene nella sua semplice struttura la composizione della canzone, giocata su uno scambio di domande e brevi, fulminee risposte. Un piccolo Jovanotti, simbolo del cantante, si aggira sperduto simbolicamente in un deserto, che può rappresentare la desolazione dell'Italia contemporanea, allora alla fine del secondo mandato berlusconiano, dato che il cantante - icona pop della sinistra - affermerà nel corso della canzone di trovarsi "in Italia" e dichiarandosi "meno sereno di prima".
Ad ogni modo, l'improvvisa apparizione di un ciclopico Jovanotti gigante interamente vestito di bianco, con lunghi capelli e barba biondi e ricci dall'aspetto profetico, interverrà facendo tremare la terra coi suoi passi mettendosi ad interrogare la figura del cantante, che fornisce risposte monosillabiche ma non per questo meno efficaci, nelle ironiche rime baciate. "Che cosa fai? Lavoro. Che cosa cerchi? L'oro".
Il gigante afferra fra le mani il piccolo cantante e continua le sue domande, finché questi, risposto a tutte le sue interrogazioni, rovescia nel finale, in parlato, le domande che gli sono state poste, domandando al gigante: "E tu come stai?". Al che l'altro ammutolisce, con espressione perplessa.
L'interpretazione del video, semplice ma efficace, sono state molteplici. Alcuni hanno richiamato Gulliver, e si potrebbe ancora più coltamente parlare di Micromegas di Voltaire, mentre i più hanno inteso questo dialogo interiore tra Jovanotti e sé stesso come un dialogo con Dio, favorito dall'iconografia del gigante biondo, barbuto e biancovestito, oltre che dalla presenza nel deserto, luogo monoteistico per eccellenza. Inoltre anche il testo supporta tale ipotesi: "Rido di me, di te, e di tutto ciò che di mortale c'è": quindi una divinità distante, indifferente, al limite blandamente incuriosita dall'umano, mortale e distante dalla sua immensità.
I più colti hanno richiamato - correttamente - Leopardi, in particolare un'operetta morale come "Dialogo della Natura e di un Islandese", dove viene però rovesciato il tema centrale: là è l'uomo che interroga la Natura deificata, qui è il Jovanotti titanico (o meglio: un'entità sovrannaturale che assume l'aspetto del cantante) a chiedergli distrattamente ragione di chi è e che cosa fa.
In ogni caso, una distratta riflessione sulla vita, l'universo e tutto quanto come è tipica del nostro cantante toscano, sempre piacevole da vedere e, nel suo stile apparentemente disimpegnato, meno superficiale di quanto si possa credere a una prima visione. C'è un ultimo parallelo che mi sembra interessante individuare, anche se non cambia di molto la prospettiva di tale dialogo: la figura bianca potrebbe anche essere, come lo stesso Jovanotti, appunto un Cherubino: un Angelo, altra possibile manifestazione di quel Divino con cui Lorenzo dialoga e che, in questo caso, avrebbe una coerente ragione di mostrare il suo stesso volto.
Apollo 11